giovedì 27 maggio 2010

Bordello Italia



"Nel '93, Cosa nostra ebbe in subappalto una vera e propria strategia della tensione che ebbe nelle bombe di Roma, Milano e Firenze soltanto il suo momento più drammatico. Ma ci sono tanti altri episodi da ritirare fuori e rileggere insieme".
Grasso ha affermato che le stragi del '93 furono fatte, sostanzialmente, per spianare la strada a "nuove entità politiche" nel momento in cui Tangentopoli aveva appena segnato la fine dei grandi partiti, dalla Dc al Psi. "L'attentato al patrimonio artistico e culturale dello Stato - ha spiegato il procuratore nazionale antimafia rispondendo alle domande degli studenti dei licei - assumeva una duplice finalità: orientare la situazione in atto in Sicilia verso una prospettiva indipendentista, sempre balzata fuori nei momenti critici della storia siciliana, e organizzare azioni criminose eclatanti che, sconvolgendo, avrebbero dato la possibilità ad un'entità esterna di proporsi come soluzione per poter riprendere in pugno l'intera situazione economica, politica, sociale, che veniva dalle macerie di Tangentopoli".
“Entità politiche”, dunque, e non “partiti politici”. Ed infatti un certo partito, almeno ufficialmente, ancora non esisteva. Tutto questo, da molti anni ormai, viene detto e ripetuto, senza mai fare un nome e cognome. Senza alcuna indicazione che non sia solo allusiva. O non hanno prove (e allora se ne stessero zitti) oppure è un gioco sporco, mafioso esso stesso, da parte di uomini che non hanno coraggio o interesse di dire ciò che sanno nelle sedi opportune.
In uno Stato non malavitoso, uno come Grasso verrebbe chiamato dagli organi istituzionali e governativi competenti e interrogato su quello che sa. Quindi spedito dai giudici se è a conoscenza di fatti concreti, oppure mandato a casa.
In uno Stato non malavitoso!

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