giovedì 22 aprile 2010

Autorappresentazione


Si pensa e si scrive che il vero problema, il tema forte che ci attanaglia, non è tanto l’economia (troppo difficile per essere compresa), la frode del lavoro precario, dei bassi salari, l’inerzia della burocrazia, i tempi biblici della giustizia, et similia. No, il problema centrale, dirimente, quello che schiaccia politicamente il centro-sinistra regalando voti alla Lega e agli elementi più reazionari, è anzitutto quello dell’immigrazione, della paura che esso fomenta. Un problema quotidiano che ci riguarda tutti, una preoccupazione che ci coglie appena usciamo sul nostro pianerottolo e che ci accompagna.
Il problema immigrazione c'è, esiste, e Sarkozy ha raccolto i frutti della rivolta nelle banlieue francesi diventando presidente. Ma la questione dell'immigrazione è ancora in Italia un problema in parte mediatico. Primo, perché i “barbari” non abitano quasi mai nella porta di fronte alla nostra. Secondo, perché a raccogliere le mele e le fragole, se non ci fossero i barbari, i negri, i levantini, non andrebbero certo gli studenti di Ca’ Foscari. Che poi rumeni, albanesi e marocchini vengano visti diffusamente con fastidio e allarme (magari perché ti propongono con insistenza di acquistare una borsetta o un paio d’occhiali) è pur vero ma non è la vera e principale causa del declino dei partiti (salvo la Lega che incrementa). L’astensione dal voto, la disaffezione, non riguarda solo le località “infestate” dai barbari, prigioniere della paura. Il flop delle ronde padane ne è testimonianza lampante. Gli omicidi mediaticamente più eclatanti sono quelli di Novi Ligure, Cogne, Erba, Garlasco, Perugia, ecc.. C’è un altro motivo, più semplice o se si vuole più semplicistico, ma non meno vero che riguarda il declino del centro-sinistra e dei partiti in generale: la mancanza di una prospettiva dichiarata, di un orizzonte condiviso, quello che si chiama programma politico. Ovvero, di contro, la sfiducia nella solita minestra riscaldata, rancida. Di cui fa parte certamente quel buonismo che ti dice che un accampamento di rom vicino a casa non è un problema, ma soprattutto quell'alterigia ancien regime che ti dice che pagare le tasse “è bellissimo”.
Il fenomeno Berlusconi, in declino ma non morto, è stato analizzato ampiamente. La Lega invece ha ancora un progetto credibile e lo sa vendere, fatto anzitutto di federalismo e anti-fiscalismo verso uno stato ingordo e dissipatore, quindi il celodurismo e l’aura pragmatica. Si tratta di un bluff, come sempre in politica, ma intanto governa.
La sinistra non ha perso oggi o ieri, ha perso decenni or sono. Il suo cemento era un progetto alternativo di società, il suo modello le regioni “rosse”. È un iceberg che si sta sciogliendo, lentamente, ma inesorabilmente.
Il potere reale ha bisogno di creare qualcosa di alternativo, di decente e presentabile, al centro.

Nessun commento:

Posta un commento