martedì 22 agosto 2017

Ebbe pietà delle non innocenti vittime


Ebbe pietà delle non innocenti vittime i cui elenchi giungevano così spesso al suo ufficio (Il Gattopardo).


Quando si legge che un ospedale, in zona sismica, è stato evacuato per una scossetta di terremoto di magnitudo 4.0, ci si pone una domanda: in quale angolo del terzo mondo è successo? Se poi in quello stesso angolo di mondo gli sfollati sono 2.600, il dubbio diviene certezza: si tratta dell’Italia. Di quella delle abitazioni abusive (70.000 nell’isola d’Ischia, su 64mila abitanti, dice ilpresidente della regione Campania), ma anche di quelle legali costruite alla bell’è meglio. Non parliamo poi degli alberghi, per la maggior parte fatiscenti, roba da vergognarsi solo a leggere le recensioni (ch’è tutto dire). A mo' d'esempio ho preso quelle relative all'Hotel Il Gattopardo, nome evocativo. 




Le recensioni del 2016 sono, se possibile, ancor più impietose.

lunedì 21 agosto 2017

Per dire



Alessandro Gilioli è rientrato dall’Oriente, dove ha fatto il pieno.

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Nelle “case” di ritiro spirituale di Arco (Tn), si potrebbero ospitare – calcolo grossomodo – non meno di qualche migliaio di pellegrini provenienti dalla Libia. E con i soldi dell’8 per mille fare grandi cose. Per dire.

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Ho dedicato, a suo tempo, più di un post a Diego Fusaro. Non per dirne bene. Mea culpa, comunque.

  

domenica 20 agosto 2017

Due imperi … mancati



La sabbia della spiaggia è ancora bagnata dopo il temporale della notte scorsa. Una parte del proletariato balneare è già rientrato nelle sue insulæ urbane, pronti per l’uso produttivo, politico, televisivo, social, mobilitato in nome di interessi e valori in cui crede o finge di credere. Con sempre maggiore disaffezione, anche questo è vero, ma senza un’effettiva opposizione. Gli altri rientreranno a breve, finito il rito delle ferie estive, meccanismo d’integrazione e strumento supplementare dell’arsenale economico. Vacanze da raccontare, più con ipnosi che con vera soddisfazione.


Pertanto non c’è di meglio che leggere un libro, in attesa di fare le valigie. Per esempio Due imperi … mancati, di Aldo Palazzeschi. Non è molto noto questo volumetto, e il motivo si capisce leggendolo. L’autore del celebre Sorelle Materassi scrive un diario dall’estate 1914, un resoconto di realtà, perciò d’angoscia, atto d’accusa all’interventismo di chi volle imporre al popolo un conflitto come una corvée di sangue.

martedì 15 agosto 2017

È sempre colpa dei piemontesi

Ogni fenomeno sociale ha una sua spiegazione, ma certi fenomeni italiani fanno eccezione. Com'è possibile che nel Veneto, in Trentino, Friuli non ci sia una sola abitazione costruita abusivamente, ossia senza valida concessione edilizia, e invece a Casal di Principe, per citare un esempio, ve ne siano seimila? Retoricamente mi chiedo: per quale motivo gli amministratori che si sono succeduti nei decenni sono a piede libero? Che cos'è la mafia (e simili) se non anzitutto questa roba qua? Ma di quale cazzo di diritto alla casa stanno vaneggiando?

lunedì 14 agosto 2017

Di ogni necessità un fascio

Dopo l' evasione fiscale per necessità, il furto con destrezza di banche e tariffe, sempre invocando necessità, ecco che anche l'abuso edilizio può finalmente godere del medesimo status. Sopratutto in certe regioni e a pochi passi dal litorale.

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Sono partiti i tedeschi e gli austriaci. Sono arrivati gli Unni e i Longobardi, con i loro figlioli. Risentire gli stessi strilli ogni anno dà sollievo.

giovedì 10 agosto 2017

[...]

Gli unici avamposti dove ancora, di tanto in tanto, garriscono delle bandiere rosse, sono le spiagge. Sarà dunque il proletariato balneare il soggetto attivo della rivoluzione, tra castelli di sabbia e carcasse di meduse. E con i vu' cumprà come falange.

mercoledì 9 agosto 2017

Nè mele, né pere

Era  una delle consuete lattiginose giornate  di mezzo autunno. Alla prof venne una delle sue, ossia l'idea di appiopparci un tema breve (un’ora per svolgerlo), uno di quei titoli stravaganti per i quali era celebrata in tutto il distretto scolastico: descrivi una mela. Il sarcasmo più triviale ebbe la stura, se dai banchi dei maschi la banana fu la più citata, non mancarono però riferimenti colti tra i più comuni prodotti dell'orticoltura.

Avrei potuto prenderla larga, ob ovo, da Adamo ed Eva, poi setacciare la mitologia classica, e finire in gloria con l’etichetta discografica dei Beatles (Macintosh era ancora lontana). La prof, in tal caso, avrebbe così motivato il proprio giudizio: ti ho chiesto di descrivere una mela, non  di raccontare una delle tue fiabe.

Avrei potuto, dicevo, ma il destino scoccò un'altra freccia. Per un misterioso cortocircuito mentale mi accinsi, con convinta determinazione, a descrivere non una mela ma una pera! Sempre di un pomo si tratta. Citai alcune specie del frutto, un po' diverse per forma, colore, grana della polpa e di gusto. Allungai sul modo di prepararle cotte al forno, caramellate con un po' di zucchero e un pizzico di cannella.

La prof non la prese bene, non credette nemmeno in via d’ipotesi alle mie giustificazioni, e la grave insufficienza che iscrisse sul registro né fu la logica conseguenza.

Anni dopo incontrai la prof su un mezzo pubblico. Dopo i saluti e i convenevoli di rito, chiesi alla prof se ricordasse l’episodio non proprio commendevole dello scambio della mela con la pera. Sorrise. Lessi nei suoi occhi l'immutata incredulità e perciò evitati d’insistere sulla mia buona fede. 

Da quasi mezzo secolo ogni tanto mi chiedo come possa essermi accaduto un fatto del genere. Vero è che vivo in un paese dove è normale spacciare una cosa per un'altra, e tuttavia quell’episodio rimane per me inspiegabile, e non credo basti rilevare che le mele cotte non mi piacciono. Già sento tra me e me la valida obiezione che avrebbe opposto la buonanima della prof: non ti ho chiesto di descrivere una mela cotta, né tantomeno uno strudel.

Lessi in seguito, su un quotidiano locale, della tragica morte della prof. Viaggiava con un’amica a bordo di una cinquecento, quando, ad un incrocio sul limite tra Mestre e Favaro Veneto, furono travolte e uccise da un camion che non aveva rispettato lo stop. Il camion finì la sua corsa nel fosso, il suo carico rovesciò sull’asfalto e tutt’intorno presentando un'insolita scena ai soccorritori. Tranquilli, non trasportava mele e nemmeno pere, bensì delle angurie.